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L'ora dei gabbiani

L'ora dei gabbiani è un'ora tarda penombra di tende socchiuse e nella città muta un garrire sfiora il cortile labirinto mi pare quasi di vederli frecce candide fugaci in questo rettangolo di cielo L'alba è ancora lontana il mare, distante ma un moto d'acqua inonda questo letto ci culla ci sommerge oceano nero lingue di luna sciabordare lieve sulla chiglia: quindi era vero che gli uragani non sono per sempre

Manipura

Calore. Nonostante il freddo, fuori i marciapiedi sdruccioli la coltre cristallina che copre le cose lo spiffero, le dita bianche doloranti le calze di lana i molti strati: calore. Finalmente. Per una strana combinazione di elementi c'è un germoglio che ha ripreso a irradiarsi qui, tra lo sterno e l'ombelico al centro tra il cuore e le viscere un sole che ha ricominciato a scaldare