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Showing posts from March, 2024

Equilibrio è movimento

Ultimamente mi sento particolarmente increspabile. Come la superficie di uno specchio d'acqua, risuono al minimo accenno di vento, al minimo tocco, al minimo evento che mi colpisce, o anche solo sfriora. Mi sento un vulnerabile per questo, poco protetta, assolutamente non emancipata dall'incubo delle passioni e delle emozioni. Mi agito, le interazioni scatenano processi e reazioni che mi mettono in subbuglio, mi decentrano, come una mano antipatica che spinge il funambolo fuori dalla base d'appoggio, e gli fa perdere l'equilibrio. Dovrei forse essere più solida? Passare dallo stato liquido allo stato di ghiaccio, trasparente ma imperturbabile? O dovrei forse funzionare come una superficie elastica, rimbalzando verso l'esterno ogni tentativo di intrusione? O essere ancora più violenta, e attaccare il nemico ancora prima che si avvicini? Ma forse invece no, non dovrei irrigidire nulla, né proteggermi, né fuggire: piuttosto, accogliere l'increspatura e poi lasciarl...

A scoppio ritardato

I giorni di primavera che si avvicinano hanno reso tutto più difficile. Sapere che sarà la prima senza di te fa balenare nel mio cervello ogni ricordo legato alle piante, alle stagioni, a tantissimi momenti assieme. Un ramo in fiore, il cambio di luce, le gemme che ritornano, le cime innevate. Vorrei dirti tante cose ma forse anche niente, perché non è la testa che soffre. Quindi le parole sono inadeguate. La fine, non per assenza o termine d'amore, è molto più difficile da mandar giù, non pensavo. E' inaspettata questa dose di dolore così grande, sconosciuta. Improvvisa, e a scoppio ritardato. Vorrei che tu fossi felice. Vorrei essere felice. Non credo lo saremmo se fossimo insieme. Ma ora non riesco a esserlo nemmeno senza di te. Mi manchi come manca non so, un pezzo di stomaco, di budella un pezzo di viscere. Mi sento invalida. Forse eri tu a reggermi? Sicuramente eri tu a darmi forza. Come la terra da forza alle piante per fiorire, lassù, in aria. Riuscirò a fiorire senza d...
Vorrei aver finito le lacrime come quando s'implora di aver finito di vomitare come quando sembra non esserci più niente e invece c'è ancora qualcosa Vorrei essere seduta su un muro caldo di sole primaverile davanti al mare per ascoltarlo parlottare tra gli scogli Vorrei lasciar entrare gentilmente i ricordi, e poi lasciarli uscire altrettanto gentilmente senza sentire più quest'agonizzare ormai quasi stremato questo pianto ormai senza fiato senza sentire più queste lacrime attraversare la mia faccia stanca ancora e ancora con questo buco, qui, in centro al petto, che continua a sgorgare tristezza nera densa una specie di ferita un po' troppo grossa col sangue che non riesce a coagularsi abbastanza Vorrei dirti grazie e addio senza singhiozzare vorrei lasciarti andare Vorrei riuscire a dirti addio Devo provare a dirti addio devo provarci Anche se sei ancora così parte di tutto ancora così carne, ci sono vene arterie collegate vorrei lasciarti andare

Ricordi

La discesa nuvolosa verso le cinque terre frammenti di sole che si alternavano a scure nubi terrazzamenti mare il porticciolo, l'acqua verde; il campeggio oltre il lago, le dolomiti friulane il senso di libertà dai programmi il senso di trovare piano piano una sincronia delicata organica, naturale la sensazione di vederti sempre più rilassato quasi felice; i risvegli lenti, gli abbracci di primo mattino la campagna, i profumi e la primavera i fiori le foglie a seccare, i loro aromi intensi che invadono la stanza. Le esplorazioni senza particolari mete, nei fine settimana. Addormentarsi assieme. Guardare i video su come si fa il Ramen. Quel viaggio in bici da Torino a casa tua dopo tre mesi di distanza e di prigionia dove tutto sapeva di gioia primavera e di finalmente. Quella volta che abbiamo giocato, in pochi, a un gioco da tavolo, e mi sono stupita così tanto di vederti partecipe, divertito, appassionato. Il gelato da Carapina. Anche le piccole cose mi piacevano, sai? Non mi ser...

Luce

Desidero poggiare i piedi su sentieri profumati e puliti pieni d'erba, sassi, terra luminosi di sole mattutino umidi di pioggia desidero affetti puliti pieni d'erba, sassi, terra, acqua limpida di torrente luminosi di sole mattutino umidi di pioggia, profumati di muschio desidero intessere fili: non annodarli affannosamente in un ingorgo dove l'inizio e la fine si sovrappongono, la fame la sete la rabbia l'invidia la paura la gelosia; desidero intessere fili luminosi di sole mattutino desidero una coperta di lana ruvida, ma calda un ciocco di legno nel fuoco poche, semplici cose desidero desiderare meno, togliere intessere pochi fili, sempre meno ricavare un intreccio nitido pulito luminoso di sole mattutino

Gratitudine

Che meraviglia questi giorni di pioggia. Mi sento grata a questo ticchettare d'acqua a questo umido riflesso di luci fioche suoni, colori, odori, tutto si quieta un grembo calmo, in cui starsi vicini, ascoltare il battito del proprio sangue nelle arterie ascoltare il ciclo alchemico del respiro mentre trasforma l'aria in vita: io sono.