Equilibrio è movimento
Ultimamente mi sento particolarmente increspabile. Come la superficie di uno specchio d'acqua, risuono al minimo accenno di vento, al minimo tocco, al minimo evento che mi colpisce, o anche solo sfriora. Mi sento un vulnerabile per questo, poco protetta, assolutamente non emancipata dall'incubo delle passioni e delle emozioni. Mi agito, le interazioni scatenano processi e reazioni che mi mettono in subbuglio, mi decentrano, come una mano antipatica che spinge il funambolo fuori dalla base d'appoggio, e gli fa perdere l'equilibrio. Dovrei forse essere più solida? Passare dallo stato liquido allo stato di ghiaccio, trasparente ma imperturbabile? O dovrei forse funzionare come una superficie elastica, rimbalzando verso l'esterno ogni tentativo di intrusione? O essere ancora più violenta, e attaccare il nemico ancora prima che si avvicini? Ma forse invece no, non dovrei irrigidire nulla, né proteggermi, né fuggire: piuttosto, accogliere l'increspatura e poi lasciarl...