L'estate di Damocle
Finalmente mi concedo il primo momento di nulla, dopo tanto tempo. Seduta al tavolino di un bar mai frequentato prima d'ora, in piazza, con la brezza pomeridiana di un Luglio insolitamente fresco ad accompagnare il chiacchiericcio sommesso dei tavoli circostanti. Un sottofondo pacato. Tutto è quieto, delicato, gentile, come questo sole che non ustiona. Su questa pace aleggia un timore, un sull'attenti costante. Siamo in tacita allerta. Cocktail Spada di Damocle specialità dell'estate 2020. Nei mesi di clausura si sono spese molte parole, fiorivano analisi, riflessioni ed introspezioni sul cosa, come e perché si stesse come si stava; era sbocciato un prolifico monitoraggio dell'interiorità, perché l'esterno ci era precluso, e per molte e molti di noi la clausura ha rappresentato un aumento di tempo e una diminuzione di spazi, un incremento di silenzio e una drastica lacerazione di quei fili invisibili che abitualmente ci nutrivano in presenza fisica di altri corpi. E...