Cane senza testa
Come stai. E' già passato tutto.
Com'è il ricordo? Memoria brace ormai umida di freddo
quieta
nel ventre di ghisa della stufa
Si è già sciolto il nodo violento del bivio
il dono violento del bivio?
Come stai, dimmi.
Questo silenzio mi vede seduta nell'angolo della stanza
ad osservare le fauci spalancate di questo camino spento
par di guardare una voragine
un bosco devastato da un incendio
di vedere un letto di fiume vuoto
arido, inutile, lasciato lì, come si lascia
uno scontrino accartocciato sul tavolo del bar.
Si dice acqua passata -
e la mia acqua, dimmi; è passata?
Sicuramente.
Passata senza lasciare traccia. Come un'acqua
che lava via ciò che non va: come una doccia.
Hai trovato la posizione giusta in cui star seduto?
Quella più corretta per dormire sonni buoni?
Hai ritrovato il senso al tuo corpo
alle tue ragioni?
Io no,
non ho più trovato niente.
Vi ho mandati via tutti e ora sono qui seduta
in questa cenere che s'infila sotto le unghie
che mi rimane tra i denti
e che m'impasta la bocca:
volatile, impalpabile, molesta.
Sono un cane senza testa.
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