Ingolfamento

[in-gol-fa-mén-to]

s.m.
1. Azione e risultato dell'ingolfarsi
2. MECC Afflusso eccessivo di benzina all'interno del carburatore, che compromette il funzionamento del motore a scoppio, rendendone difficile l'accensione
Etimologia composta da in e golfo, che è dal greco kolpos, seno.
Ambito marinaresco: quando una nave entra in un golfo, spesso si espone a dei rischi; certo, è una zona di mare protetta, ma allo stesso tempo rende più difficile ogni manovra, e può celare pericoli di scogli e banchi di sabbia soffolti.

Ho una curiosa sensazione

di questi tempi;

come di un qualcosa che si ficca

tra le ruote del cervello, tipo,

tra gli ingranaggi:

mentre loro girano, lui TRAC si mette in mezzo e

il mio cervello si scombina

le parole si sovrappongono, i pensieri si accavallano, perdo il filo

improvvisamente non so più come dire quello che volevo dire

mi mancano le


parole, mi


        sfuggono, vorrei agguantarle ma mi sguisciano via

come un branco di anguille

                        e io rimango lì con le frasi




a mezz'aria, gli occhi nel vuoto


                   a guardare         un fantasma


e gli altri a fissarmi

con aria interrogativa, vagamente perplessa.

E poi

una vertigine, come quando gira la testa

che ti sei alzata troppo in fretta

ecco, un po' meno intenso,

però è lì, che avvolge il cranio,

i pensieri, gli occhi, i sensi

un'ovatta

un muco denso

che diminuisce la fluidità di azioni e movimenti.

E poi, invece, al contrario,

il corpo sente, troppo:

è scomodo, sempre

gli incastri diventano difficili, dolorosi,

un osso che preme, un tocco che solletica

un tessuto ruvido, un cuscino alto

una mano a lungo sulla mia spalla

una presenza vicina: troppo.

E poi di notte, un dolore di sabbia nelle articolazioni

quando vado in bagno, o al mattino

quando devo alzarmi

mi cigola tutto, come un burattino

di metallo

lasciato tutta notte fuori all'umido

sul molo di un porto, sul ponte di una barca

con l'aria salmastra abbarbicata

tra le giunture

che al mattino scricchiano e stridono e s'accartocciano

e mi fa male che cammino strana

come una creatura bislacca

come una macchina ingolfata




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