a nudo
Sono una pessima mantenitrice di promesse. A me stessa in primo luogo. E' come se fosse una specie di tic nervoso al quale il mio corpo non può rinunciare. Un raptus.
Come se ogni volta dovesse fare la ripicca da quindicenne e provare all'adulta, seria, pretenziosa, che non c'è niente da fare, più regole mette, più l'altra avrà voglia d'infrangerle.
Non prenderò aerei quest'anno. Primo acquisto Ryanair: due febbraio 2018.
Basta, stavolta sto da sola. M'innamoro. Amo il suo corpo, la sua mente, il suo passato, quello che ancora non so.
Lo faccio apposta di mettermi dei limiti, solo per fare il contrario.
Basta, adesso voglio veramente fermarmi un po'. Le partenze si fanno sempre più ravvicinate.
Vorrei tornare in Italia. Parto per la Spagna.
Devo smettere di enunciare cose (per l'appunto, l'ho appena fatto).
Ti prego, manteniamo questa sospensione di enunciati il più a lungo possibile. Solo in questo limbo, in questa pagina bianca possiamo esistere veramente io e te, lontani dalle immagini che creiamo di noi stessi e degli altri, come se trattenessimo il fiato e finalmente nel silenzio del respiro potessimo udire distinto il battito cardiaco.
Solo quando siamo in silenzio, mentre i miei occhi ed i tuoi danzano increduli e storditi gli uni negli altri, siamo veramente tutto, in potenza.
Solo finché non cerchiamo di dare forme a questo inspiegabile essersi trovati (almeno per ora) possiamo viverlo.
Nell'attimo preciso in cui cercheremo di plasmare, addomesticare questo magma, già sarà tutto finito, la colata fredda sarà diventata roccia dura, tagliente; tu mi vedrai attraverso le tue vecchie lenti ed io attraverso le mie, vecchie, trite, risultato dell'accumulo delle esperienze e delle male interpretazioni delle esperienze, appallottolate in una guaina dura e secca, inflessibile, trasformate in chiavi distorte e parziali d'interpretazione e lettura dell'universo e delle sue creature.
Ti prego non interpretiamo niente. Lasciamo spazio all'ignoto, all'ermetismo dei significati muti.
Ti prego non chiedermi cosa diventerò, cosa sarai, cosa ci aspetta, non chiedermelo oppure sarò costretta a fuggire di nuovo e non voglio.
Il tuo abbraccio è casa.
Non voglio che si trasformi in un luogo inospitale di forme rigide, di scarpe strette, vestiti tagliati male, scomodi, soffocanti. Ti prego.
La nostra nudità è meravigliosa.
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