prima impara a stare da sola


'prima impara a stare da sola e poi'


quante volte l'ho sentito ripetere. va bene. in parte probabilmente è vero. ma se imparo a stare da sola imparo a stare da sola, non a stare con la gente. imparo che mi piace mettere le scarpe di traverso e non nel portascarpe, appoggiare le cose in modo distratto e rumoroso, non spazzare ogni giorno, mi piace uscire all'improvviso senza sapere dove andare e cosa fare, imparo che mi piace non aver da rendere conto a nessuno, non dover parlare con nessuno, non avere presenze che mi svuotano d'energia.


imparo che a volte cucino di merda, e non me ne frega un cazzo.


imparo ad apprezzare il silenzio, ad amarlo, profondamente, dopo averlo svestito di quella sensazione iniziale di vuoto, di mancanza assoluta di senso.


imparo a godere della vuotezza di questo letto, anche, di ogni suo singolo centimetro, senza incontrare corpi sudaticci, ansimanti, russanti, che si rigirano nelle coperte tutta la notte, che con la scusa di abbracciarmi, al mattino mi trovano reclusa in un 20% della superficie, sull'orlo di una rovinosa caduta.


imparo a stare da sola e poi. allora va bene, imparo. ma poi chi me lo impara lo stare con qualcuno? l'accettare che ognuna di queste singole, fastidiosissime rotture di coglioni sono in realtà cose superabili? e quando lo si capisce che le si possono e devono superare? quand'è che ne vale veramente la pena?


quand'è che accetterò di dormire in quel 20% del letto, tutte le sacrosante notti, con un trattore acceso a percorrere il restante 80%, svegliandomi felice e serena e riposata? quand'è che accetterò di concedere gli spazi più intimi del mio vivere a qualcuno che ne ha altrettanti, e molto probabilmente diametralmente opposti?


quand'è che la presenza altrui non mi soffocherà più, e diventerà una fonte di energia e non un buco nero? quand'è che la parola amare coinciderà con aprire non solo le gambe, il cuore, la mente, ma anche tutto il resto all'entrata dell'Altro?


perché se imparo a stare da sola, imparo che i compromessi tutto sommato sono una fatica inutile, che si arriva solo ad un incremento di reciproca frustrazione perché tu mi hai sempre detto che sono una cazzo di cialtrona di merda e tu sei un maniaco pazzo furioso, o che sono una rigida programmatrice e control freak e tu sei un cazzo di scapestrato che non fa mai 2+2 per calcolare un minimo le conseguenze delle tue azioni, perché io sono un'irrequieta insaziabile e tu un titubante pauroso. 


come cazzo lo imparo l'amore da sola.


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