alieni





Atterrata sulla luna.


Osservo mia sorella, la
sua vita. Sono in casa sua per qualche giorno, in attesa di
traslocare in una casa temporanea per poi traslocare in un'altra casa
temporanea, ma più duratura.


Guardo la sua dispensa,
i suoi rituali prima di uscire, la sua camera. Come fa merenda.


Osservo i suoi gesti e
cerco di mimarli nella mia mente, come se volessi imitarne le
strategie per vivere in questo mondo nuovo (antico, conosciuto, e
sconosciuto), per sentirmi meno aliena, per mimetizzarmi il più
rapidamente possbile, come ho sempre fatto in altre terre.


Come se fossi
un'extraterrestre e dovessi imparare tutti i codici. Ma sono
un'extraterrestre in una terra che, in teoria, è la mia. E' diverso.
Anche se, in fondo, è uguale. Diciamo che, rispetto alle altre
volte, almeno la lingua la so già, e un paio di nomi di politici, e
di nomi di strade. Un paio di bar.


Saranno giorni strani.
Vedo mia sorella calma, forse serena, ma distante. Sta facendo il suo
percorso e forse non vuole essere ritrascinata in vortici di
masturbazioni mentali, forse è per questo che le scende una barriera
invisibile nello sguardo, quando accenno a esternare il mio vago
disagio.


Ha ragione,
probabilmente. Devo avere lo stesso sguardo supplicante che ho
disprezzato in altri extraterresti sperduti nella galassia, quando
chiedevano sostegno ma, soprattutto, chiedevano una soluzione a me,
mentre erano gli unici a doverla e poterla trovare.


La troverò. Qualunque
essa sarà.


Farò molti errori.
Avrò molta paura e farò cose a caso nella speranza di sfuggire alla
paura. 


Dovrei fare attenzione a non farne troppe.


Alieni in casa propria.


Come sempre, in fondo.






Comments

Popular posts from this blog

Cane senza testa

Ingolfamento