Pile scariche
La città è molto,
troppo vasta.
La città è molto
vasta, più della strada che sale
piano
e a lungo
coi suoi ciottoli da
quattro zoccoli d'asino al giorno, se va bene
e una solitudine amara,
un rombo di valanga che non si quieta:
eppure la città è
più vasta.
Più della piana muta, sgombra di case e d'uomini
che si perde vaga nel
foschiare di nebbia
quando il piombo
del crepuscolo si fa nero
e solo gemiti di
bestie
a riempire la pece densa oltre il muro del bosco
La città è molto,
troppo vasta:
tutto
si fa lontano, lontanissimo, irraggiungibile
cose persone e
quell'evento imperdibile che invece ti sei persa
che avevi pure il
biglietto
da quattro –
cinque - settimane e tu, sciocca
turbata da quei chilometri che sono
pochi
pochissimi
era quasi
sotto casa se lo
compari a quei chilometri che facevi al giorno, ti ricordi? tutti
quei chilometri
tutta quella vastità,
su e giù anche, com'è possibile, non è possibile, dev'esserci
qualcosa, dev'essere che i chilometri in città sono un'altra unità
di misura, dev'essere che quei semafori contano come chilometri, e
tutta quella gente anche, e quelle insegne, e tutte quelle cose da
fare, e tutte quelle opportunità, e quella trama di traiettorie, di esistenze in potenza, di fuochi
d'artificio, di girandole luminose e fugaci, pronte ad
estinguersi subito, anche loro devono contare come chilometri
e allora devo resettare
il contatore, cambiare impostazioni, non so
forse è solo la pila
che è scarica, forse è la mia pila
che è scarica ma non
è grave, non c'è niente di male
basta solo mettere in
carica una notte e poi come nuova, tranquilla
andrà tutto bene i
chilometri torneranno ad essere pura distanza geografica
\ forse
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