Africanah.


Bambina.



Figlia.



Sorella.



Madre.



Sposa.



Dea?



Musa.



Puttana.



Angelo.



Fedele.



Traditrice.



Donna.



Ma quando mi guardi

puoi vedere oltre?

Puoi vedermi



persona?



Cercherai in altre

la figura che nessuna riuscirà mai ad incarnare?



Cercherai in altre

la madre spirituale

la cura, l'anello mancante?



Perché io non so curare niente.

Non sono fatta per due. Sono fatta di me, posso parlare, scambiare. Ma io sono io.

Non penso per due.

L'amore che so dare non è quello caritatevole

non è quello che dice di dare - e dà - senza chiedere indietro

e poi si offende

se non viene reso

l'amore del debito insanabile - mi sento come l'Africa

tutti a voler donare

latte in polvere, biscotti, pozzi, sapere, infermieri, ecovillaggi per turisti consapevoli

e poi tecnologie, sistemi di credito microcredito



e poi invece tutti a prendere, pretendere, giudicare, insegnare - bacchettate sulle mani

con l'orologio del Nord a ticchettare



e poi guerre

pozzi di petrolio diamanti minerali palme banane

tutti da fuori a decidere le sorti di un continente che non capisce più niente

frammentato reciso pieno di morti sopra e sotto la terra



ma cosa gli vuoi insegnare ad un continente che sa così bene l'odore violento della morte

della vita

della guerra?



E il debito cresce. Senza che nessuno abbia chiesto né la tratta, né i pozzi, né gli aiuti.

Ma il debito di chi? E per chi?



L'amore che so dare è poco



L'amore che so dare fa poche smancerie



Parla poco



Dice poche parole d'amore



E' parco, gramo



come la montagna.



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