Natura Morta

 Natura Morta, Angelo Maria Landi.

Appendere il quadro del nonno

dopo due mesi che se ne stava lì

a migrare

di stanza in stanza

spostato, appoggiato, girato, rivoltato

un'immagine nomade, irrequieta, che s'impadroniva di uno spazio

e lo tingeva dei suoi colori densi,

per poi andarsene altrove, invadere altri spazi con il suo cromatismo invernale

incapace di darsi tregua.

E invece oggi la tregua l'ha trovata

il suo armistizio, la sua crocifissione: appeso al muro dello studio

ora

ha finalmente il Suo Posto.

Adesso che anche l'ultimo tassello ha trovato

la sua collocazione nell'armonia di questa casa

adesso che questa casa è casa

e da lei si sprigiona un'armonia dolce

accogliente


Adesso


la saluto

parto come una profuga io

come ai vecchi tempi quando bastava uno zaino per sei mesi

la lascio in ghingheri per il vuoto che la riempirà

la lascio piena di oggetti perché di più non riesco a portare

perché non so per quanto tempo

non so per quanto

starò via


Per quanto staremo via?

Via chiusi in un'altra casa

via lontani di nuovo tutti quanti da tutti

via mentre i giorni si fanno sempre più scuri

e per alcuni, si spengono;

e per altri si fanno senza speranze

per alcuni si chiudono come i battenti

per alcuni si finisce per strada ma per strada non ci si può stare.


Via, mentre tutto diventerà un incubo quieto

silenzioso

senza scalpore, né tregua

senza che nessuno ci appenda ad un muro e ci trovi il Nostro Posto

un giorno dopo l'altro a inventarci lo scorrere del tempo

e poco a poco non penserò nemmeno più alla mia casa dolce

accogliente

perché mi farà soltanto male pensarci

poco a poco tutto quello che ora contiene sarà ciarpame ai miei occhi

futile, come tutti i desideri ciechi e inconcludenti che ci hanno intasato il cervello per anni


saremo tornati all'essenza

ai bisogni primari

alla fame, alla sete, al sonno, scopare

ma scopare non per gastronomia: per urgenza,

disperazione.


Ma la Natura non è Morta

non è come quei bicchieri e quelle bottiglie fredde

del quadro di mio nonno

bellissimo:

la Natura Vive

ci macina nel suo mortaio assieme al resto e trasforma

trasforma tutto

da cosa morta nasce cosa viva

e via così

senza tregua

come un quadro che riempie le stanze di colori

e poi

cambia stanza.










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