Ci sono persone che entrano nella tua vita in punta di piedi. E in punta di piedi se ne vanno, timidamente.
Ci sono persone che sfiorano la tua routine, mentre tu sfiori la loro, incontri invisibili e non registrati, destinati a rimanere ignoti per sempre.
Ci sono persone che si conficcano nella tua vita come una spina, o come il rumore di una fresatrice nell'appartamento accanto.
Ci sono persone che scegli, per elezione, per affinità, per stima, ammirazione. E poi restano, vicine o lontane che siano, a far parte di una costellazione di corpi celesti, a guidare i tuoi passi, e tu a guidare i loro.
Ci sono persone che pensavi avessero bussato alla porta e invece sbam te la spalancano quasi in faccia che a malapena la scansi, perdi l'equilibrio nello scansarla, spegni la luce appoggiandoti al muro, calpesti qualcosa di appuntito col piede scalzo e tiri una bestemmia, non capisci che diavolo vogliano, glielo chiedi ma non ti rispondono, poi te lo chiedono loro, e tu boh, non lo sai, dici io non voglio niente, ma chi sei ma che ci fai qui, ma chi ti ha chiamato - tu, ti rispondono - e tu annaspi balbettando - non è vero - e loro con quell'arroganza unica dei giocatori d'azzardo ti fanno l'occhiolino al buio, tu non lo vedi ma sai benissimo che te l'hanno fatto, e pensi - idiota - e poi pensi - merda e ora? - un po' perché ti si scioglie il pavimento sotto i piedi, un po' perché questi giochetti li hai già visti mille volte e sai come vanno a finire, e tra l'altro sono più noiosi ed inconsistenti di quel che sembrano. E allora arriva quel momento in cui bisogna prendere in mano la situazione, e disinnescarle. Allontanarle no, perché il loro potere si nutre anche del rifiuto, di quell'energia compressa e complessa insita nel rinnegare. Disinnescarle. Disinnescarsi. Con gentilezza.
Ci sono persone che hanno fatto pezzi di cammino assieme a te, poi si sono allontanate, poi sono tornate di nuovo, poi di nuovo allontanate, come trame di un intreccio intermittente ma costante, un telaio dove lo spazio e il tempo sono la trama e l'ordito; e dove le emozioni e i sentimenti sono nascosti all'occhio dell'osservatore troppo attento ai dettagli, troppo vicino per metterli a fuoco. Se ti allontani, però, il disegno si delinea, armonico e chiaro, dolcemente incompleto.
Ci sono persone che spuntano nel salotto dei tuoi giorni, senza che si capisca bene come ci siano arrivate, eppure giorno dopo giorno diventano, semplicemente, parte integrante della linfa delle tue piante, della tua aria; e quando per poco si assentano, è come una mancanza d'ossigeno. Una paura senza nome e senza motivo, un'ansia sottile: il timore, inconfessabile, che non ritornino mai più. E quando sono lontane c'è un uggiolìo di cane nel petto. Manca un pezzo della propria pelle, manca un odore, mancano quegli ansimi, quelle labbra morbide su cui perdere la ragione, manca quello spazio unico ed irripetibile che esiste tra il tuo corpo ed il loro.
Ci sono molte persone, ma quando mancano, ci sono ancora di più. Ce le ricordiamo, improvvisamente. Ci attraversano i sentieri della mente, come se attraversassero il campo dietro casa, ci fanno un cenno con la mano e sorridono. Poi, continuano il loro cammino invisibile.
A tutte le Persone della mia costellazione, vicine, lontane, lontanissime. Vi penso.
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