L'Amatore

Vorrei spezzare una lancia a favore della parola e del concetto di amatore.

Perché nell'accezione comune, e in alcune delle definizioni nei dizionari, è un termine da sfigati, da coloro che non ce l'hanno fatta e che ripiegano, in qualche modo, su una versione ridotta, ridicola e frustrante delle attività umane.

Se sei un amatore, un dilettante insomma, sei una persona che fa le cose in modo non professionale; e questo perché sai di non essere all'altezza della Vera Sfida Atletica (o di altro genere), di non poter nemmeno lontanamente competere con i Grandi, con gli Atleti, con quelli Tosti, corpi di ferro e teste infrangibili, che non s'intaccano, che affrontano sfide insormontabili con un eroismo e una ferocia fisica inarrivabili.

Poi ci sono anche i campioni che si prendono un anno di aspettativa, perché cominciano a chiedersi il perché più profondo di questa sfida a trasformarsi in macchine perfette - ma questo, che c'entra, è un altro discorso!

Se sei un amatore, in fondo, vuol semplicemente dire che sei incapace ad essere il migliore

Non sei superlativo. Non sei un supereroe. Non sei un mito. Sei uno qualsiasi. Non emergi. Non verrai mai notato per un'eccellezza fuori dalla norma.

Eppure.

Eppure voglio rivendicare la bellezza intrinseca in queste due incredibili parole, così maltrattate; una bellezza racchiusa nel loro stesso suono, melodioso, e nella loro etimologia.

Quel pensare comune non rende giustizia all'altra faccia della medaglia: quella che, per quanto forse non molto in voga in questo mondo di classifiche e giudizi, è pur sempre una faccia che esiste. Eccome se esiste.

L'amatore è colui (o colei) che ama qualcosa a tal punto da volerlo praticare, a prescindere dal proprio livello, dalle proprie prestazioni e, in fondo dai propri risultati. Che ha un'inclinazione per qualcosa, e dunque la sua anima si protende gioiosamente verso quel qualcosa, come un'affinità elettiva, un'attrazione spontanea.

La/il dilettante è colei o colui che si diletta. Che si diverte. Che impiega il proprio tempo, godendoselo, fuori da ogni classifica e ogni misurazione (di peni?), lontan* dal righello, perché la gioia non ha unità di misura, il diletto non ha peso, non ha watt, non ha sistemi complessi di valutazione né campionati internazionali, non ha classifiche, non gliene importa niente del cronometro, il diletto se ne sbatte del rendimento e mentre il Campione suda e bestemmia sotto la spada di damocle dei suoi sponsor e dei suoi ammiratori, pronti a falciarlo al primo errore, l'Amatore suda e bestemmia e poi si mangia un panino, seduto su una zolla qualsiasi di terra, davanti ad una linea d'orizzonte che non ha la forma di un traguardo, e, anonimamente, si gode quel momento di vita. E a lui/lei sta bene così.


amatore
/a·ma·tó·re/
sostantivo maschile
  1. 1.
    Chi si diletta di qualcosa o ha inclinazione per qualcosa.
    "a. delle arti"
  2. 2.
    NON COM.
    Amante.
    "Vede la donna il suo amatore in fronte"

dilettante
/di·let·tàn·te/
sostantivo maschile e femminile
  1. 1.
    Chi coltiva un'arte, una disciplina o uno sport come attività marginale, per puro diletto.
    "un d. di pittura"
  2. 2.
    Con valore più o meno accentuatamente limitativo, persona che dimostra scarse capacità, mancanza di esperienza, insufficiente preparazione.
    "in latino non sono che un d."

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