La vertigine dei sassi
com'è che la forma delle cose
cambia irreversibilmente
com'è che poi tutto cade, da fermo che era
com'è che il primo movimento
trasmette moto a ciò che è prossimo
com'è che quel sasso ch'era fermo poi si è mosso
e non potrà mai tornare dov'era
e poi ha toccato l'altro sasso che stava fermo
e anch'esso non ha potuto fare altro che muoversi
e via così, verso la vertigine delle valanghe
com'è che adesso che so, non posso più essere
quella di prima
né tu quello di prima
i miei occhi hanno cambiato colore e tu con loro
com'è che l'omeostasi delle trame invisibili della realtà che ci circondava
adesso vacilla
perde pezzi, scricchiola, ondeggia
e tu mi dici: ma cosa ti preoccupa?
e cosa mi preoccupa:
la risonanza, amico mio; che in quanto sistema oscillante
il sapere quello che adesso so mi sottopone ad una sollecitazione
periodica di frequenza pari all'oscillazione propria del mio sistema
a una dinamica che
l'ignorare
aveva occultato e mantenuto statica
è come accostare un diapason vibrante ad uno muto
la fisica dei corpi e la metafisica delle emozioni in fondo non sono piani
così distanti
ecco cosa mi preoccupa:
che siamo esseri vibranti
valanghe in potenza
sassi con le vertigini
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