Sotto la sabbia al confine col mare

Questa luce pallida

ha una dolcezza

che mi ricorda il nostro incontro

che eravamo sbronzi

che non capivo niente, e tu mi hai messo una mano sulla schiena, delicatamente

e quel gesto ha scatenato il resto ma

era una stagione crudele, ed io un animale crudele, e ferivo tutti

e quella dolcezza sbronza, maciullata dagli eventi, che poi era la dolcezza del tuo corpo nudo

quell'incontro che nonostante il mondo fosse un gomitolo d'incomprensioni

dentro fuori in mezzo sopra sotto

quell'incontro era dolce

e ora che ti so non lontano e questa luce risveglia quei ricordi

avrei preferito non saperti

come non si vuole sapere della precarietà del mondo, e del fianco della montagna

che si sgretola qui dietro casa

quando si vuol credere che mettere radici significhi anche arrestare i moti del cosmo

dentro fuori in mezzo sopra sotto

e invece no, Settembre porta sempre via l'estate

e tolto il velo ardente del sole a picco, rimane la pelle screpolata e indolenzita

le retine bruciate dolenti

le dita affamate le labbra asciutte

e la bocca del vaso di Pandora 

che affiora 

sotto la sabbia al confine col mare

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