Stazione di Biricondoli

Sono questi momenti in cui 

mi concedo di essere stanca 

di scivolare nel rifiuto d'impegni 

appuntamenti 

attività 

eventi 

Sono questi momenti in cui dovrei sentirmi più libera 

serena 

forte della mia decisione di non incastrare sempre tutto 

E invece

Questi momenti in cui accetto di essere finita, sfinita, annoiata, poco entusiasta, spenta 

Sono momenti prigionieri per me 

Caro Fabrizio, senza un piano ci si sente un po' a cazzo di cane, pardon, un po' sperduti

Ma è soprattutto la paura di perdere il treno che mi avvolge la gola come le spire di un'anaconda paziente

Il treno degli amici 

Il treno della presabene

Delle storie parallele e degli incontri possibili 

Il treno dell'imparare davvero qualcosa di nuovo 

È la paura di rimanere bloccata in questa piccola vecchia stazione 

Col suo binario unico e i suoi sette regionali al giorno - e poi ogni anno, sempre meno 

Mentre frecce rosse fendono l'aria scombinando i capelli e il cuore, bellissime velocissime aerodinamiche 

Ma io

Non le capisco nemmeno, quasi manco riesco a vederle 

E comunque quelle certo non si fermano qui, al binario uno della stazione di Biricondoli 

E tra un po' non passeranno nemmeno più da questo binario perché è troppo vecchio e decrepito e la sua tecnologia ormai vetusta e sorpassata

E così con il passare del tempo

Non impareremo più niente, a Biricondoli 

Mentre il mondo andrà al quintuplo della velocità, noi qui saremo lentissimi, e lontanissimi da tutto e da tutti

Su questa banchina piena di erbacce 

E mentre il nostro tempo appassirà, gli altri tempi nuovi si susseguiranno troppo in fretta anche solo per poterli sfiorare

Ci volteremo, allora, un giorno qualunque

E, dopo un ultimo opaco sguardo al binario uno 

Usciremo da questa stazione 

Lentamente

Trascinando i piedi come dei

Vecchi stanchi


E pensa 


Che avremo solo 


Cinquant'anni.















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