La piega amara
Basta coi sussulti -
mi dici
con la tua voce placida
come il ventre asciutto del fiume;
davanti a uno spritz già iniziato e la sigaretta arrotolata tra le dita.
Basta coi sussulti - mi dici -
sarà anche un discorso da anziani,
ma la serenità non ha prezzo:
il quieto fluire indolente delle cose
giorno dopo giorno, senza intoppi
senza alti ma nemmeno troppi bassi;
basta coi traslochi, con le voragini nel cuore, con la fame cieca, l'intorpidimento della ragione;
basta con le emozioni oltre soglia, con i picchi di decibel e le contrazioni cardiache al limite del letale;
basta con le sbandate, con l'entusiasmo e le sue inutili declinazioni illusorie.
Basta coi sussulti:
portami un aggiornamento ogni due mesi, uno spritz, una debita distanza dalla quale entrambi poter ammirare compiaciuti le nostre saggezze,
segretamente convinti di essere riusciti a celare ancora una volta
quella piega amara nell'angolo dei nostri sguardi
quella parte tenera dell'occhio che, rivolta indietro
s'impregna di nostalgia
fino quasi a sgocciolare un po'.
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