La forma del posto
ci sono posti che hanno una tenerezza intrecciata all'ordito delle luci, delle ombre
posti che hanno il profumo inconfondibile dell'estate, anche d'inverno
posti in cui la luce si adagia con una dolcezza maggiore che in altri
o con uno splendore senza artificio
posti che anche quando è nuvolo sanno sfoggiare una bellezza selvaggia, e ti accolgono ugualmente
con un sorriso spettinato, una sfida ruvida nel ghigno
e un branco di caprioli che ti osserva
ci sono posti che la memoria leggerà per sempre come 'casa di nonna'
anche quando sulla soglia troverà solo volti estranei
posti che avranno sempre il sapore della domenica
anche di giovedì
ci sono posti che si allungano pigramente nel grigio di nuvole mezze basse
che non sono nuvole galoppanti, spronate dai venti marini
ma neppure nuvole che poi piove e bagnano e nutrono la terra
ci sono posti in cui la luce filtra opaca, e rimane appiccicata alle cose come un sorriso forzato
posti che anche col sole s'incaponiscono a rimanere storti, stropicciati, affaticati dal
mugugnare ininterrotto di edifici bassi e squadrati e senza grazia, strade di servizio, fossi
e cumuli d'immondizia
posti che per trovare lo splendore bisogna andare, allontanarsi, prima orizzontalmente e poi verso l'alto,
sfidare la grevità e la gravità,
percorrere chilometri e avere pazienza e poi imboccare strade e altre strade per infine iniziare un
sentiero
e ritrovare un po' di bellezza
ma
in fondo
quello che domando davvero è
ma la forma del posto
che sa di casa
qual è?
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