Monsone

Ci sono attraversamenti indolori

così lievi che alla fine

alla somma del tutto:

innocui.

Acqua magari tumultuosa, certo;

eppure poco sradica.

Si porta dietro un ramo

sposta un sasso, un colpetto all'argine

una tegola spostata, un angolo di strada

lievemente sommerso

e poi si estingue.


Altri invece

no.

Altri attraversano come un fiume in piena.

Io non riesco a togliermiti di dosso

il brivido lieve silenzioso delicato complice impaurito eppure

vero

ha stroncato piante antiche

divelto tetti, grondaie, affossato argini, sommerso ponti

ingrossato alvei fino a strariparli

eppure era solo il mio capo sulla tua spalla, e il tuo capo sul mio

guardavo il tuo petto e il tuo respiro rapido

e ho sentito che la mia testa non era l'unica a vorticare

Ci siamo lasciati cullare in silenzio da quel boato sordo

facendo come se nulla fosse

non sta succedendo niente

non mi hai scottato al primo tocco

nemmeno al secondo

nemmeno ad ogni abbraccio

nemmeno quando ci siamo salutati e mi hai dato un bacio sul capo,

non mi hai bruciato, non mi hai allagato

non è successo niente.


E' passato il monsone

e io non capisco più dove sono.




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