Questa mattina il garrito dei gabbiani riempie lo spazio sonico sopra la mia testa.
Il mondo si è svegliato coperto di una coltre densa di nebbia, ma da qualche minuto iniziano ad affiorare i profili dei cornicioni, la guglia acuta della Mole, uno squarcio di cielo azzurro.
Scrivere nel profondo la parola fine è difficile.
Lasciarla cadere, lentamente, nelle profondità, come un'ancora che viene calata piano
è un'attesa incerta, faticosa;
quando toccherà il fondale? Succederà? Quanti metri mancano? Quanti secondi, minuti..?
Lunghissimi.
E in questi lunghissimi frammenti di tempo
scorrono tutte le domande, starò facendo la cosa giusta? Non è che dovrei...?
Sto forse negando una seconda, terza, quarta possibilità quando in fondo chi sono io per
giudicare l'impegno, misurare lo sforzo altrui, come se
la fine fosse una punizione.
Il fatto è che non lo è. Non è una punizione.
Le fini esistono come esistono gli inizi:
solo che ci fanno paura, e quindi è vietato parlarne.
Si tacciono le fini, si tace il dolore, si tace la dolcezza tremenda di dirsi
ti ho amato tantissimo,
grazie,
adesso sono pronta a partire,
non ti dimenticherò mai,
la tua mancanza mi aggroviglierà le budella al mattino,
sono triste di saperti e di renderti dolorante,
ti auguro di guarire nel modo più bello possibile
non mi sono mai sentita vista come con te
anche se diversi, non c'era canovaccio
non c'era aspettativa
non ero l'attrice per la tua sceneggiatura
né tu l'attore per la mia
tutto l'amore che c'è stato era corrente viva
non un'accecata infatuazione
e poi i nostri corpi che si sono trovati, come corpi di
bestioline curiose
amiche
e perché tutto questo non basta? Come mai? Chi, dove, come ha sbagliato?
Cosa dovevamo fare di diverso
quando?
Forse quella volta che io... o quell'altra che tu...
Si può forse dire
che le foglie cadono in autunno
perché l'albero
ha fatto una serie di errori
che lo hanno portato ad essere
incapace di trattenerle a sé?
Forse, semplicemente, la fine
Con i suoi colori fiammeggianti
il suo cielo azzurro
le sue nebbie
le sue pioggie
il suo sapore di castagne abbrustolite
la sua immensa tristezza
il suo dolore, la sua stanchezza
la fine
è
naturale.
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