A scoppio ritardato
I giorni di primavera che si avvicinano hanno reso tutto più difficile. Sapere che sarà la prima senza di te fa balenare nel mio cervello ogni ricordo legato alle piante, alle stagioni, a tantissimi momenti assieme. Un ramo in fiore, il cambio di luce, le gemme che ritornano, le cime innevate.
Vorrei dirti tante cose ma forse anche niente, perché non è la testa che soffre. Quindi le parole sono inadeguate.
La fine, non per assenza o termine d'amore, è molto più difficile da mandar giù, non pensavo. E' inaspettata questa dose di dolore così grande, sconosciuta. Improvvisa, e a scoppio ritardato.
Vorrei che tu fossi felice. Vorrei essere felice.
Non credo lo saremmo se fossimo insieme. Ma ora non riesco a esserlo nemmeno senza di te.
Mi manchi come manca non so, un pezzo di stomaco, di budella un pezzo di viscere.
Mi sento invalida. Forse eri tu a reggermi? Sicuramente eri tu a darmi forza.
Come la terra da forza alle piante per fiorire, lassù, in aria.
Riuscirò a fiorire senza di te, senza nessun altro? Ho paura. Mi sembra tutto così meno divertente. Così meno interessante. Stimolante.
E' tutto così grigio e buio e triste. Noioso. Anche se ora potrei fare tutto.
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