Agosto
Agosto.
Strade spalmate di vuoto, incandescenti
foglie accartocciate sui platani
nei viali
i pochi umani rimasti
vagano
s'incrociano di rado
e quando accade, si scambiano sguardi accaldati
di bestie in esilio
si riconoscono
un cenno lieve, di sbieco
per non disperdere eneregie
e poi proseguono
impotenti
nel loro restare
silenziosamente accolgono calura
solitudine
melma di gioia estiva
priva di sfogo
e questa forza centripeta urbana, contro la quale
nell'afa è ancora più difficile combattere
la città tiene in scacco i sopravvissuti
li avvinghia in un abbraccio d'anaconda fumante
e guarda sorniona i lembi di montagne lontane
ascolta placida echi di spiagge affollate
e regala notti insonni
e di toccarsi
non se ne parla nemmeno
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