La deriva dei continenti
Tutta questa presa di distanze
per quanto necessaria
vitale
ossigeno per i polmoni
acqua per le piante
per quanto adesso non saprei farne a meno
di riprendere fiato, di tirarmi un secondo fuori dall'infuriare della battaglia
di capire come sto girata, e dove sta l'ago della bussola
l'ago della bilancia
insomma io non posso non farla, in questo momento
questa cosa di tirarmi fuori dall'intrico stretto
della Relazione con l'Altro
ma a me tutta questa presa di distanze
questo incalzare dell'Io qui, Io lì
questo mettersi al centro
tener separato tutto il resto
questa deriva di continenti
questa stanchezza dilagante del compromesso, profonda, irreversibile
quest'inesorabile deriva verso il mare aperto, vuoto, pericoloso, ignoto
ma soprattutto vuoto
mi fa paura
ma non perché mi faccia paura
il vuoto
di per sé
né la solitudine
mi fa paura
l'inevitabile diseducazione che ne consegue
al danzare, al cercarsi, all'imparare nuove parole
all'inventare nuovi idiomi
per provare a capirsi
al venirsi incontro
all'intessere la terza via, quella del Tu ed Io, insieme
quella terza via difficile
quella terza via che forse
sarebbe meglio non disimparare
dobbiamo ricordarcene, mentre distruggiamo tutto
ricordiamoci che tocca ricostruire
i continenti vanno alla deriva ma la terra è rotonda
e prima o poi
un Altro da noi lo incontreremo di nuovo
e non potremo
far finta
di no
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