Non riesco più a lavorare.
Non riesco più a concentrarmi.
È una fatica boia ogni giorno, ogni minuto.
Mi trascino a fare una cosa, male, che non ha più senso.
Mi sento un pesce morto sulla sabbia
lontano dall'acqua
lontana da me stessa
mi si è corrosa l'anima ed è piena di buchi adesso
lontana da me
lontanissima da me
come quelle creature marine che ho sognato stanotte
ancora vive, ammonticchiate su un piatto
con un cameriere che le squartava una dopo l'altra
e loro soffocando e annaspando morivano
per soddisfare una fame che non avevo
e tutta quella morte mi sembrava indecente
un inutile e strabordante spreco
un'abbondanza malata
e io dicevo forse non voglio più mangiare animali.
E tu mi chiedi attenzione
attenzione e presenza costante
e più mi stai vicino più io certe volte vorrei
un attimo di respiro
un momento in cui posso non rivolgermi a te
non essere con te
non avere il tuo spirito che mi chiama
e mi chiede di essere guardato, visto, baciato
mi muovo nello spazio e tu ci sei in mezzo
mi fermi mentre faccio cose
mi stringi mentre mi muovo
mi baci mentre mi perdo nei miei pensieri
non ho una stanza interiore che mi appartenga
perché tu spalanchi sempre la porta
e non bussi mai
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