Germinazione

Questa fredda stagione, questi giorni intirizziti sono un continuo indugiare tra elemosine di calore, autocommiserazioni, e baluginare di libertà intraviste, spiragli di soluzioni; ma c'è ancora troppo buio, è ancora tutto troppo informe, troppo immaturo e goffo, e insufficiente a scaldare.

Le forme precedenti, conosciute, sono ormai vetuste, inutili. Ogni volta che mi ci aggrappo, per acerbità delle nuove, mi sale un rigetto dalle viscere, uno sgomento dolorante, e le scaglio lontano, come frammenti di uno specchio vecchio.

E rimango spaurita e senza fiato, acciaccata come una vecchia e indifesa come una neonata, nel vuoto lasciato da ciò che non deve più essere, e non riempito da quello che ancora non è.

L'inverno copre i semi di freddo, che la germinazione è cosa lenta, e misteriosa: scintilla che s'accende dove prima era vuota.

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